Quello del condizionamento è uno dei mercati in Italia più solidamente in crescita negli ultimi anni. Le cifre parlano chiaro: il 2018 si è chiuso con diversi segni positivi, a cominciare dal volume d’affari, aumentato del +10,8\% rispetto all’anno precedente e giunto oltre il valore di 1,5 miliardi di Euro, mentre l’incremento della produzione nazionale si attesta su un ottimo +5,4\% rispetto al 2017, corrispondente ad una soglia economica di più di 710 milioni di Euro.

 

In un settore già molto complesso e variegato e, appunto, da tempo in costante espansione, un proprio posto significativo è occupato dai condizionatori portatili, dispositivi dalle caratteristiche peculiari che, per poter risultare un acquisto pienamente efficace, vanno certamente conosciuti al meglio.

 

 

Climatizzatori portatili: punti di forza e talloni d’Achille

 

Innanzitutto, rispetto a condizionatori e climatizzatori fissi, va premesso che ci sono al contempo alcuni specifici punti di forza e alcuni svantaggi. Il bonus principale è senza dubbio quello della grande versatilità: la natura mobile della macchina consente infatti di spostarla esattamente nell’ambiente che necessita di essere climatizzato, senza magari dover ricorrere a incrementi di potenza di dispositivi allocati altrove.

 

Non essendo associato ad unità esterne di sorta, inoltre, un climatizzatore portatile risulta di impatto estremamente basso sotto il profilo edilizio, non necessitando di alcuna opera muraria quali supporti, fori o canalette: non bisogna far altro che portarlo in caso e spostarlo sulle sue ruote da un luogo all’altro.

 

Infine, va certamente citata la pulizia del filtro, operazione molto facile da condurre rispetto ai climatizzatori fissi, data l’agevole smontabilità di quelli portatili e la loro posizione di norma a livello del terreno.

 

Per quanto riguarda i punti deboli, essi fanno riferimento sostanzialmente a due aspetti: la classe energetica non molta alta in tanti modelli, per cui conviene investire un po’ di più e dotarsi di un climatizzatore portatile di classe A o A+; il sistema di scarico della condensa, che comporta lo svuotamento manuale del serbatoio dopo un certo periodo di utilizzo, più o meno lungo a seconda del livello di intensità impostato.

 

 

Funzionamento e parametri di scelta di un climatizzatore portatile

 

Il funzionamento di un climatizzatore portatile è piuttosto intuitivo, non troppo diverso da quello di un comune frigorifero. L’aria di un determinato ambiente viene risucchiata dal dispositivo e convogliata verso un vano in cui scambia il proprio calore con quello di un determinato liquido refrigerante: compressione, condensazione e smaltimento di calore tramite un tubo di scarico completano l’opera, permettendo all’aria raffrescata di uscire liberamente dal bocchettone principale.

 

I parametri da tenere in considerazione nel momento dell’acquisto di un climatizzatore portatile sono:

 

  • La potenza refrigerante , calcolata in BTU, ovvero la British Thermal Unit, pari 1.055 joules
  • Il rapporto tra potenza in BTU e volume degli ambienti da climatizzare, tenendo conto, ad esempio, che con 9.000 BTU si può operare in maniera ottimale fino ad un volume di 62 m³
  • La potenza elettrica, espressa da lettere che vanno dalla G alla A o dalla D alla A+++
  • Il coefficiente di prestazione, che descrive il rapporto tra potenza elettrica utilizzata e potenza refrigerante resa
  • Il livello di insonorizzazione, considerando che un valore quale 50 dB risulta essere in media piuttosto accettabile.
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